Set 22, 2015 - CAPITOLO    1 Comment

CAPITOLO 5. L’annuncio

Continuo a sfogliare il giornale di annunci finché arrivo alla rubrica “Prestatori d’opera”. Un annuncio mi attrae particolarmente. “TUTTOFARE italiano si offre come: pittore, imbianchino, cartongessista, montaggio mobili, piastrellista, elettricista, manutenzioni, traslochi e molto altro. Offresi serietà, professionalità e prezzi economici”. Lo rileggo almeno tre volte. Il mio cervello inizia ad andare a mille all’ora o, meglio, continua ad andare a mille all’ora. Perché è così che funziono, fin da piccolo. Vedo una cosa ed inizio a pensare a tutti i minimi particolari. A meno che non sia impegnato a fare qualcosa che richieda la massima concentrazione, il mio cervello naviga instancabilmente alla ricerca di dettagli e soddisfazioni. La mia testa funziona come i software CAD che fanno l’esploso tridimensionale degli assemblati e ti consentono di guardare meglio una ad una le singole parti che lo compongono. Un esempio? Sto guidando e vedo che a bordo strada hanno posizionato un nuovo cartello pubblicitario. Lo guardo. Il mio cervello parte con un’instancabile sfilza di domande e risposte. Chissà a chi si chiede l’autorizzazione per installare un nuovo cartello sul bordo di una strada bubblica? Ma hanno usato tre pali anziché due, per quale motivo? I pali sono a sezione tonda ma se li avessero usati a sezione quadra non sarebbe stato più facile fissarci sopra il pannello? Li hanno sicuramente ancorati al terreno con un plinto di calcestruzzo, ma come lo prepareranno? Quanto in profondità avranno scavato? Le scritte sul pannello sono una stampa eseguita direttamente sulla superficie oppure sono realizzate con una pellicola adesiva? Quale delle due tecniche resisterà meglio alle intemperie? La sigla del concessionario di questo cartello è diversa da quella del cartello successivo, come fanno le varie aziende pubblicitarie a spartirsi il mercato dei cartelli stradali? La pubblicità esposta dal cartello era quella di un nuovo colorificio; mi interessa, andrò a dargli un’occhiata… e qui partono altre mille domande su che tipo di prodotti potrei trovare in quel colorificio… e questo processo continua finché il mio cervello non incontra qualcos’altro di nuovo e interessante da analizzare in profondità. Ovviamente una scansione così dettagliata avviene solo per le cose nuove o per ciò che non ha ancora avuto delle risposte esaustive… se il cervello è già stato appagato, il tutto viene archiviato e riutilizzato all’occorrenza.

La mia ex-moglie me lo ha sempre detto: “Tu pensi troppo” oppure “Spesso pensi di sapere anche quello che pensano gli altri”. Sulla prima posso essere d’accordo, sulla seconda non me la sento di darle ragione. E’ che spesso cerco di mettermi nei panni di chi mi sta di fronte per tentare di capire meglio le cose. Non è sempre facile o non sempre è possibile… però a volte riesco davvero ad essere empatico con molte persone… tranne che con mia moglie; con lei il mio voler essere empatico per cercare di capirla ed aiutarla, ha stranamente avuto sempre l’effetto contrario.

Tutto sommato, penso che l’iperattività di pensiero possa anche avere dei vantaggi. Innanzitutto mi fa cogliere anche i più piccoli dettagli delle varie situazioni e, spesso, delle persone. Particolari che magari altri non colgono ma che poi si rivelano importanti nel momento in cui bisogna prendere una decisione o fare una scelta. Secondariamente, spero che il cervello rimanga allenato e attivo anche invecchiando. Ogni tanto dico a miei figli: “ascoltatemi bene, se quando sarò vecchio, vedrete che non sarò più mentalmente lucido, vi autorizzo ad uccidermi all’istante, vi perdonerò e ve ne sarò grato”. Ovviamente lo dico scherzando, ma lo penso veramente. Vedere anziani che hanno perso ogni memoria o che non sono più lucidi, è angosciante.

Rileggo un’ultima volta l’annuncio e lo scompongo nelle singole parti. “TUTTOFARE italiano”… probabilmente l’inserzionista ha voluto specificare la nazionalità per distinguersi dalla marea di tuttofare dell’est. Forse è per dare un valore aggiunto al tipo di manodopera o, forse, visto che una statistica pubblicata su un quotidiano locale diceva che la maggior parte dei furti nelle abitazioni viene perpetrato da stranieri, questa precisazione serve solo per tranquilizzare i clienti. Scompongo ulteriormente l’annuncio… “Pittore, imbianchino”… mi torna in mente una professoressa di italiano quando un compagno di classe disse che il padre faceva il pittore. Lei lo interruppe con entusiasmo dicendo “ah, allora è un artista, dipinge quadri” e lui, scatenando le risate di tutta la classe, “no, dipinge di bianco le pareti delle case”… “ma allora è un imbianchino, non un pittore!” lo rimproverò l’insegnante. Ecco, quell’episodio mi chiarì definitivamente la differenza tra pittore e imbianchino. L’imbianchino lo so fare… il pittore direi proprio di no anche se me la cavo abbastanza bene con il disegno a mano libera. Continuo la rassegna delle abilità citate nell’annuncio… “Cartongessista”, lo so fare… non mi piace ma lo so fare. “Montaggio mobili”, assolutamente nessun problema, specialmente se sono IKEA… quelli li potrei montare anche ad occhi chiusi. “Piastrellista”, è un lavoro che richiede pazienza, che non mi manca, ed ho già posato piastrelle sia su pavimento che su parete. “Elettricista”, niente di più facile vista la mia formazione tecnica. “Manutenzioni”, non c’è problema perché tra i vari lavori ho fatto anche il manutentore di impianti. Inoltre, a parecchi amici, ho anche riparato elettrodomestici che i centri di assistenza avevano consigliato di buttare. “Traslochi”, tutti possono fare un trasloco… beh, forse il sollevamento dei carichi non è cosa da tutti… ma a me la forza sulle braccia e sulle gambe non manca. L’annuncio termina con un “E molto altro” ed in questo io ci potrei mettere: “Idraulico” perché durante le vacanze scolastiche ho lavorato con un idraulico ed i tubi per me non hanno più segreti. “Muratore” perché, sempre durante le vacanze scolastiche, ho fatto il “manovale” in un’impresa edile e me la cavo bene con mattoni, cemento e calce. “Giardiniere” perché sono nato ed ho vissuto in campagna ed il verde è il mio habitat naturale e le piante e gli alberi sono la mia passione. Volendo, potrei anche aggiungere “Domestico” perché so fare tutti i lavori di casa compresi lavaggio e stiro; quando mia moglie aveva ancora un’occupazione, tutti i lavori domestici venivano – quasi democraticamente – suddivisi al 60% e 40% dove io, ovviamente, facevo il 60% perché avevo più resistenza fisica della sua. “Ovviamente” era per me, non per i miei amici o colleghi che mi prendevano in giro per questa mia estrema disponibilità ad aiutare in casa.

Ok, si può fare… ho deciso, finchè non troverò un lavoro subordinato posso tranquillamente adoperarmi come “tuttofare”. Accendo il PC e mi metto a creare un biglietto da visita, il più invitante possibile…

CAPITOLO 5. L’annuncioultima modifica: 2015-09-22T00:41:33+00:00da tuttofaredisponibile

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